Chiesa della B.V. del Popolo

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Chiesa della B.V. del Popolo

All’estremità del portico di Via Cavour, in prossimità della Piazza, si trova la chiesa della Beata Vergine del Popolo la cui prima pietra fu posta dal Conte Camillo III Gonzaga l’11 novembre 1704.

I lavori di costruzione, su preogetto dell’architetto reggiano Prospero Mattioli, si protrassero fino al 1708. Nello stesso anno, il 5 agosto, vi fu trasportata l’immagine della Beata Vergine della Neve, originariamente dipinta sul muro della porta d’accesso al castello ad est della piazza, contestualmente alla statua di San Bernardino, proviene dall’Oratotorio, non più esistente, che sorgeva davanti alla rocca. Per volontà del vescovo di Reggio Mons.Picenardi la chiesa fu eretta come Santuario. La costruzione dell’edificio è avvenuta con il contributo di tutto il popolo novellarese, grato alla Vergine per i numerosi miracoli compiuti, in particolare per lo scampato pericolo dalla distruzione del paese da parte dei Gallo-Ispani nel 1702.

Nei dintorni

teatro della rocca franco tagliavini

Teatro della Rocca Franco Tagliavini


Si da per certa l’esistenza di un’antica sala per le commedie presso la corte dei signori di Novellara fin dalla seconda metà del Cinquecento. In una lettera indirizzata al conte Alfonso I Gonzaga nel 1567 si dice che la ‘scena’ è quasi compiuta e Lelio [Orsi] potrà cominciare a dipingerla. Il 28 gennaio 1568, in occasione delle feste per le nozze del Gonzaga sopra citato, questa sala sarebbe stata inaugurata con una rappresentazione mentre i bellissimi apparati scenici sarebbero stati opera per l’appunto di Lelio Orsi. 

piazza unita italia novellara

Piazza Unità d'Italia


Ampio spazio rettangolare, perimetrato da portici rinascimentali e definito a ovest dall’imponente architettura della parrocchiale, o collegiata di S. Stefano, la piazza è il cuore della vita del paese, punteggiata da botteghe storiche e teatro di feste e mercati. La variopinta decorazione del fronte delle case riprende il progetto originario di Lelio Orsi; la disposizione centrale di aiuole, dissonante con l’aspetto cinquecentesco dell’insieme, è invece coeva alla posa del monumento ai Caduti di Giuseppe Graziosi (1925).