Palazzo Bentivoglio

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Palazzo Bentivoglio

Palazzo Bentivoglio nasce sulla struttura di un antico castello, il complesso era costituito da una grande mole quadrangolare, circondata da profonde fosse ai quattro angoli e provvista di torri: tutto l’insieme circoscriveva un ampio cortile.

Dopo varie traversie il castello cade sotto i Bentivoglio che modificano in modo sostanziale l’impianto urbanistico del paese attraverso la realizzazione del palazzo signorile, commissionato all’ingegnere Giovan Battista Aleotti. Questi, detto l’Argenta, per: “l’erezione di tanta mole” si avvalse del materiale proveniente dall’abbattimento del Castellazzo, utilizzato come sede del Consiglio della Comunità.
Il successore di Cornelio, Ippolito, subentrato al governo nel 1594, dispone il completamento del magnifico “Palazzo Bentivoglio”, rispettoso dei canoni classici del Rinascimento.
Nel 1751 una gran parte dell'edificio è demolito per arginare le piene del Po.
Nel palazzo vengono allogati la pesa pubblica, il macello, il dazio, granai e magazzini, fino a quando, nel Novecento, si adibisce l'ala destra a scuola. Nel 1970 l’Amministrazione comunale intraprende una serie di interventi di restauro, finalizzati al mantenimento ed al recupero dei fabbricati. 
Attualmente il palazzo, che conserva nella parte mediana le feritoie del ponte levatoio, ricordo dell’antico castello, presenta quattro facciate uguali, di cento metri, mentre il corpo centrale è rialzato. L'esterno, di forma sobria, appare scandito da una doppia fila di finestre e da un ingresso a tre fornici.
Al piano terra si trova la sala dei Falegnami, utilizzata ora per dibattiti e conferenze.
Al piano superiore si trovano il salone dei Giganti, la sala di Icaro, la sala di Giove e la sala di Enea, la cappellina gentilizia. 
La cappella si trova a fianco della sala di Icaro ed è coperta dal soffitto a forma di volta al centro del quale si trova un affresco a forma ottagonale che rappresenta l’assunzione in cielo della Vergine. Vi è grande ricchezza di stucchi raffiguranti putti, volute, festoni e angioletti.

 

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