Teatro della Rocca Franco Tagliavini

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Teatro della Rocca Franco Tagliavini

Si da per certa l’esistenza di un’antica sala per le commedie presso la corte dei signori di Novellara fin dalla seconda metà del Cinquecento. In una lettera indirizzata al conte Alfonso I Gonzaga nel 1567 si dice che la ‘scena’ è quasi compiuta e Lelio [Orsi] potrà cominciare a dipingerla. Il 28 gennaio 1568, in occasione delle feste per le nozze del Gonzaga sopra citato, questa sala sarebbe stata inaugurata con una rappresentazione mentre i bellissimi apparati scenici sarebbero stati opera per l’appunto di Lelio Orsi. 

Questo antico teatro, collocato probabilmente nella stessa area della Rocca dove sorge quello tutt'ora esistente, risulta scarsamente documentato: una pianta schematica dell’intera Rocca nel sec. XVII dalla quale si rileva assai poco ed una curiosa descrizione del Malagoli (trascritta da C. Melloni in Cronistoria di un teatro) sono le testimonianze finora rilevate. L’antico teatro dei Gonzaga viene demolito nel 1858 insieme alle stanze poste nel lato sud della Rocca, al fine di consentire l’accesso al palcoscenico del nuovo che deve sorgere sulla stessa area. Nel 1862 vengono avviati i lavori per l’edificazione del nuovo teatro. Nella sala con pianta a ferro di cavallo, tre ordini di palchi, un loggione, nell’ampio ed elegante palco centrale, nella modellazione dell’arcoscenico sormontato da orologio e nell’ampio palcoscenico dotato di graticciata lignea. La decorazione interna viene affidata a Cesare Cervi, che per il soffitto della platea progetta una elaborata riquadratura a contorni mistilinei. Secondo il contratto stipulato con la committenza, oltre all’intero apparato decorativo interno, lo stesso Cervi si impegna a fornire anche dodici scene e le macchine per imitare i lampi, la pioggia, tuoni e fulmini. Il nuovo teatro viene inaugurato il 25 luglio 1868, per la fiera di S. Anna, con la messa in scena de I Lombardi alla prima Crociata di Giuseppe Verdi. Nel suo complesso l’attività del teatro è stata, negli anni immediatamente successivi all’inaugurazione piuttosto intensa, si registrano soprattutto messe in scena di opere liriche. L’attività si interrompe per un certo periodo tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del secolo successivo riprendendo nel 1907 con una programmazione più diversificata, seguono quindi le interruzioni dovute agli eventi bellici, nel secondo dopoguerra il teatro cade in disuso, restando chiuso per molti anni. Nel 1984 è avviata da parte dell’Amministrazione Comunale l’opera di recupero dell’intera struttura su progetto dell’architetto C. Melloni di Novellara. Attualmente risultano recuperati l’ingresso, la biglietteria, il guardaroba e il ridotto, la platea, il primo ordine di palchi e il palcoscenico. La riapertura del teatro è avvenuta nel 1988.

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Ampio spazio rettangolare, perimetrato da portici rinascimentali e definito a ovest dall’imponente architettura della parrocchiale, o collegiata di S. Stefano, la piazza è il cuore della vita del paese, punteggiata da botteghe storiche e teatro di feste e mercati. La variopinta decorazione del fronte delle case riprende il progetto originario di Lelio Orsi; la disposizione centrale di aiuole, dissonante con l’aspetto cinquecentesco dell’insieme, è invece coeva alla posa del monumento ai Caduti di Giuseppe Graziosi (1925).