Arnaldo Bartoli
Arnaldo Bartoli, pittore, nasce a Reggio nell'Emilia nel 1900. Ancora bambino si trasferisce a Guastalla, da dove si allontana solo nel 1946, per una breve parentesi lavorativa a Milano come illustratore per L'Unità e per Il calendario del popolo.
Le origini della sua carriera pittorica coincidono con il biennio 1928-1929, forse stimolato dalla frequentazione di amici artisti, quali Cesare Zavattini, Degani e Marino Mazzacurati: comincia allora a comporre paesaggi e nature morte di impostazione tardo romantica. Proprio nello studio di Mazzacurati incontra per la prima volta Antonio Ligabue. Nel 1936, realizza le matrici xilografiche per illustrare la copertina e diverse tavole del volume "Storia di Guastalla" di Aldo Mossina - oggi conservato in Biblioteca Maldotti a Guastalla -, tra cui immagini del Castello di Guastalla e del vecchio ponte sul Crostolo. Sempre spinto da Mazzacurati, partecipa nel 1943 alla Quadriennale di arte moderna di Roma con un olio su tela raffigurante la campagna della Bassa Reggiana, e, nel 1946, sempre a Roma esegue una personale, la prima di una lunga serie che lo porta a Torino, Milano, Parigi, Caracas e nella sua Reggio Emilia, che gli dedica numerose mostre.
Dall'amicizia durata fino alla fine con Antonio Ligabue forse giunge l'avvicinamento alla pittura naif, a cui si dedica dagli anni Sessanta per poi passare ad altre forme di arte.
La vita e le opere di Arnaldo Bartoli restano indissolubilmente legate al fiume Po e alla città di Guastalla. Il Fiume e la sua gente, i fatti e i momenti semplici o importanti dell'esistenza sono i motivi conduttori del suo lavoro, che affronta con passione e impegno. La sua pittura, invece, affronta temi fortemente radicati a quei luoghi, ma con sfumature complesse che rivelano conoscenze di respiro più ampio. Spesso associato alla cultura naïf e dell’autorealizzazione, Bartoli, autodidatta solo a livello tecnico, ha invece un ricco bagaglio di conoscenze che emergono nella sua opera.
Bartoli muore a Guastalla nel 1993. Resta un artista amato tanto dalla sua città natale quanto da quella adottiva: oggi, il suo quadro Storia dei Sette Fratelli Cervi posa esposto nella Sala del Consiglio del Municipio guastallese.