Carlo Bisi

Cultura

Carlo Bisi

Carlo Bisi, illustratore, pittore e disegnatore, nasce a Brescello nel 1890. Brillante figura poliedrica, Bisi è un artista che si cimenta in varie sfumature del settore, vedendo la sua produzione utilizzata nell'editoria, nella didattica, e nella pubblicità.

A seguito del diploma all'Accademia delle Belle Arti di Parma, aderisce al Futurismo e, nel 1911, disegna le vignette satiriche per le riviste parmensi La Doccia e La Puntura, cui seguono nel 1918 lavori per le riviste nazionali Numero e Il giornale del Soldato, l’una volta a un pubblico relativamente colto, e l’altra di stile realista e immediato per trasmettere valori patriottici al popolo (lavoro intenso e sacrificio degli affetti). 

Nel 1922 Bisi si reca a Milano, dove opera anche come pittore e incisore, avviando da allora una carriera costellata di premi e riconoscimenti, quali i successi alle Quadriennali romane, i Premi Marzotto, il Premio Ricci per il paesaggio e il Premio Biennale di Venezia nel 1934 per la sezione manifesti. Nel 1937 espone alcune opere alla Mostra Universale di Parigi.

Consegue un certo successo sin dalle prime fasi giornalistiche sul Corriere dei Piccoli (per cui crea il celebre personaggio del Sor Pampurio, e altri quali il Dottor Piramidone, lo Zio Domingo Aggiustatutto, e la Famiglia Doggidì) e Guerrin Meschino, nella produzione vignettistica e satirica, e nell’illustrazione di libri per l'infanzia. Lavora inoltre per Utet, Paravia, Notari, Garzanti, Sonzogno e altre importanti case editrici, con matite e pennelli che hanno attraversato il mondo (Milano, Roma, Torino, Napoli, Parigi, Londra, Praga, gli Stati Uniti), e opere esposte nelle principali gallerie d'arte moderna, tra cui Milano e Firenze.

Carlo Bisi muore a Reggio Emilia nel 1982.

Oggi, nella sua natale Brescello, molti suoi schizzi, lavori e quadri sono conservati da famiglie e privati cittadini: un patrimonio sterminato di realizzazioni originali, spesso innovative, sperimentali. La sua città lo ha poi ricordato quando era ancora in vita con una mostra presso la Sala Prampolini, nel 1971, per poi dedicargli un'ulteriore mostra - allestita presso la Biblioteca Antonio Panizzi - inaugurata il 13 dicembre 2009 e conclusa il 18 aprile 2010. 

 

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