Lelio Orsi

Cultura

Lelio Orsi

Lelio Orsi, artista e architetto, nasce a Novellara tra il 1508 e il 1511, ed è tutt’oggi noto per la sua singolare versione "visionaria" del Manierismo. Educato probabilmente tra Mantova e l'Emilia - come suggerisce il suo stile, probabilmente influenzato dall'opera grafica e pittorica di Giulio Romano, Correggio e Parmigianino -, Orsi si trasferisce nel 1538 a Reggio Emilia, dove lascia diversi cicli ad affresco su facciate di edifici, oggi in gran parte perduti (ne sono esempio la Torre dell'Orologio e il Palazzo dell'Arte della lana).

Processato e condannato all'esilio perché coinvolto in un fatto di sangue, è costretto a ritirarsi nella Contea di Novellara, suo borgo natale, dove lavora al servizio dei signori del luogo, ramo cadetto della famiglia Gonzaga, che lo impiegano in vasti progetti decorativi per Chiese, Palazzi e dimore comitali (di cui gli affreschi sono conservati in parte presso il Museo Gonzaga di Novellara e in parte alla Galleria Estense di Modena). Molto legato alla famiglia Gonzaga, Orsi si applica con diligenza al suo servizio, divenendo anche un apprezzato membro della corte.

Una data importante per il percorso dell'artista è il 1545-1546, quando, in un viaggio a Roma, ha la possibilità di studiare le opere di Michelangelo, rimanendo colpito dal ciclo della Cappella Paolina nei Palazzi Vaticani.

Orsi muore a Novellara il 3 maggio 1587 e ivi è sepolto presso la Chiesa del Carmine. Oggi, tante delle sue creazioni sono ancora visibili nella città d’origine: dalla progettazione e decorazione del Museo Gonzaga, al disegno della Chiesa Collegiata di Santo Stefano e delle facciate delle case nello spazio rettangolare di Piazza Unità d’Italia, all’immagine della Beata Vergine della Fossetta nel Santuario dedicato.

 

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