L'Aceto Balsamico

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L'Aceto Balsamico

Uno dei vanti gastronomici della zona è l’Aceto Balsamico Tradizionale, uno storico prodotto del quale il monaco benedettino Abate Donizone nel poema “Vita Mathildis”, ne descrive l’esistenza già nel 1046.

Questo preziosissimo “balsamo” si produce solamente nell’area dell’Acetaia Storica d’Italia che coincide con parte della Provincia di Reggio Emilia. 

La Rocca di Novellara ospita, dal 2010, l’Acetaia Comunale che segue il rigoroso protocollo che impone di utilizzare solo uve locali per produrre il mosto, questo viene fatto concentrare in piccole caldaie per molte ore, fino a ridursi della metà, poi sarà sottoposto a fermentazione zuccherina e acetica. La lenta e laboriosa opera di maturazione del futuro aceto balsamico avviene in botti di legni diversi anche per dimensione, posizionate in modo decrescente e disposti in batterie. I legni più utilizzati sono: rovere, ginepro, castagno, frassino, ciliegio, gelso; diversi perché cedano più aromi. Per favorire la maturazione, l’affinamento e l’invecchiamento del prodotto, l’acetaia è costruita nel sottotetto, luogo più favorevole alle escursioni termiche sia estive che invernali. 

Il prelevamento finale (minimo 12 anni) avviene dalla botticella più piccola, che viene rabboccata, col liquido delle precedenti, in un metodo che prosegue da centinaia di anni. In nessuna fase si utilizzano additivi. 
La qualità dell'aceto viene valutata da esperti degustatori per garantire il corretto conferimento della DOP.

Nei dintorni

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Palazzo della Macina


Il vecchio palazzo dei Gonzaga, signori di Luzzara, venne eretto verso il 1481. In origine, con i suoi edifici ausiliari, occupava tutta l'area a sud del castello di Luzzara, tra la chiesa parrocchiale e l'attuale sede del municipio, ma dalla guerra, che culminò con la battaglia del 15 agosto 1702, non si salvò che la parte ancora oggi visibile. L'edificio dopo l'abbandono dei Gonzaga, venne utilizzato per secoli come palazzo pubblico, poi venne abbandonato fino all'Unità d'Italia. 

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Museo Pinacoteca Antonio Ruggero Giorgi


Il pittore Antonio Ruggero Giorgi nasce a Reggiolo nel 1887 in una famiglia contadina. Dopo l’apprendistato artistico all’Accademia “Cignaroli” di Verona (1910), nel 1912 per cinque mesi è a Monaco di Baviera dove segue i corsi di Heinrich Knirr, accostandosi all’Espressionismo tedesco. Trascorre poi un breve periodo a Parigi rivisitando l’Impressionismo ed entra a contatto con i movimenti artistici d’avanguardia del cubismo, astrattismo e fauvismo.