Bonifica Bentivoglio

Esplora

Bonifica Bentivoglio

Un primo progetto di bonifica fu delineato già agli inizi del ‘500 e fu ripreso ed attuato in seguito da Cornelio Bentivoglio il quale, grazie a potenti appoggi personali e a grandi capacità diplomatiche, riuscì a coinvolgere i duchi di Ferrara, Mantova, Parma, Guastalla, Novellara, Correggio e le comunità confinanti.

Il nuovo progetto fu redatto dall’Architetto ducale Gian Battista Aleotti che, coadiuvato da altri tecnici, realizzò una delle più raffinate opere idrauliche italiane.

Gli interventi principali per regolare la precaria situazione idrica delle zone paludose circondate da fiumi pensili e sottoposte a frequenti alluvioni furono: l’incanalamento del Crostolo fino al Po, la Costruzione di una Botte (1576) per far sottopassare il Crostolo alle acque di Brescello, Castelnovo e Gualtieri e attraverso il Cavo Botte dirigerle verso il Guastallase e farle sfociare nel fiume Secchia, oltre alla sistemazione dell’argine destro dell’Enza fino al Po. Effetto immediato delle opere di bonifica fu l’aumento della redditività del suolo.

Il primo Consorzio della Bonifica Bentivoglio fu istituito nel 1878 riunendo i comuni della bassa. Dal 2010 il Consorzio venne annesso al “Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale”.

Nei dintorni